Tasso Fisso o Tasso Variabile?

Cercare di trovare il mutuo perfetto è un po’ come trovare la donna della tua vita. Non è facile, perché all’inizio sembrano tutti l’affare del secolo e invece… bisogno capire bene cosa si sta facendo perché una volta firmato il contratto… durerà quasi per tutta la vita!

Proviamo ad aiutarvi nella scelta. Iniziamo col capire le differenze. Partiamo dal variabile.

Per calcolare il tasso variabile si utilizza un parametro che varia ogni mese,  da cui prende la definizione di variabile, al quale si aggiunge una differenza fissa chiamata spread.

Non tutte le banche indicizzano i mutui allo stesso parametro, qualcuna ultizza l’Euribor ad 1 mese, qualcuno a 3 mesi, qualcuno a 6 mesi.  Tuttavia più è breve l’Euribor minore sarà il tasso.

Il tasso fisso invece è già predefinito e a differenza del variabile, appunto, non cambia di mese in mese in base alle oscillazioni del mercato, ma resta predefinito dal momento della stipula fino all’ultima rata del contratto.

Non tutte le banche, anche il questo caso, utilizzano la stessa definizione di tasso fisso. Sui cartelloni pubblicitari alcuni istituti definiscono il tasso fisso finito, quello che sarà per tutta la durata del contratto, mentre altre danno soltanto uno spread (come il variabile) a cui deve essere aggiunto un parametro anch’esso fisso chiamato IRS che si calcolerà il giorno della stipula.

Quale dei 2 scegliere tra fisso e variabile? Non possediamo la palla di vetro ma dato che i tassi sono ai minimi storici, i valori non possono che aumentare. Quindi più lunga è la durata del vostro mutuo più convincente è la scelta del tasso fisso sul tasso variabile.

Rata e Kakebo

Noi Italiani siamo così, un po’ tradizionalisti, un po’ fifoni. Vorremmo la casa di proprietà ma siamo terrorizzati dalle lunghe scadenze, dagli impegni a lungo termine come i mutui.

Si profila in questo caso uno scenario tipico in cui la voglia di acquistare un appartamento è direttamente proporzionale alla paura che abbiamo di legarci a lungo termine con una scadenza fissa.

Un po’ come la voglia di metterci a dieta per la prova costume è direttamente proporzionale alla voglia che abbiamo di pasta al forno la domenica a pranzo.

Ma il mutuo, come la pasta al forno, se mangiata moderatamente può dare grandi soddisfazioni.

Come fare? I Giapponesi usano una cosa chiamata kakebo.

Si tratta di un diario nel quale appuntano tutte le spese correnti e fisse, surplus ed extra.

Passato lo stato di shock che vi pervaderà una volta visto quanti soldi spendete senza rendervi conto, avrete una visione più chiara del risparmio che potrete destinare alla rata del vostro mutuo.

Valutate tutte le vostre spese,  dall’attuale stipendio riuscite a risparmiare qualcosa?

Se siete in affitto le spese dell’affitto potrete aggiungerle al  risparmio sopra considerato .

Potete valutare se ci sono spese superflue che sicuramente potete aggiungere al risparmio.

Fatti tutti i calcoli dovete valutare che circa il 30% del vostro reddito sarà destinato all’acquisto del vostro sogno. Che sia una casa al mare o una baita in montagna.

Il rapporto tra rata e reddito non dovrà superare questa soglia, in quanto le banche sono molto rigide in fatto di sostenibilità rata-reddito.

Facciamo un piccolo esempio: se Mario rossi ha uno stipendio di circa 1200€, potrà sostenere una rata massimo intorno ai 400€.

Nei prossimi articoli vi aiuteremo a scegliere tra le varie tipologie di mutui disponibili e sui cavilli fiscali legati all’acquisto di un immobile.