Edilizia green: abitare in una casa a misura di natura

Il termine green, ormai inflazionato ed utilizzato per molti degli aspetti della nostra vita quotidiana, è diventato un aggettivo che connota tutte le attività, gli strumenti e i prodotti che hanno come obiettivo quello di rispettare l’ambiente sia per nel loro intero ciclo produttivo che nel risultato finale.

Nel campo dell’edilizia, “green” identifica, quindi, una particolare tipologia di tecniche costruttive, etiche, innovative e sensibili alle tematiche ambientali; in altre parole, un nuovo modo di costruire appartamenti operando nel risparmio delle risorse energetiche e nel rispetto di specifici protocolli di settore orientati alla tutela dell’ecosistema.

Per essere davvero green, un’impresa edile deve quindi puntare a realizzare edifici ecologicamente rispettosi che riducano al minimo il loro impatto sull’ambiente.

A questo punto sorge spontanea una domanda: in che modo gli appartamenti in vendita possono definirsi “rispettosi” dell’ambiente? La risposta non è semplice, poiché si rischia di scivolare su un terreno instabile, dove può diventare difficile verificare la veridicità delle informazioni che provengono dall’impresa.

In questo quadro complesso, arrivano in aiuto le certificazioni: il loro scopo è quello di avallare la bontà degli intenti e dei progetti messi in atto dall’impresa edile mediante il ricorso a parametri oggettivi.

Al giorno d’oggi, le certificazioni rappresentano l’unico sistema tangibile e misurabile per stabilire se un’impresa costruttiva può definirsi a tutti gli effetti green o meno. Ciò accade perché l’Italia non possiede ancora delle norme di carattere specifico in materia di edilizia e tutela dell’ambiente.

Le certificazioni sono diventate, quindi, l’unico strumento efficace di cui si serve:

  • chi cerca case in vendita
  • chi acquista appartamenti al mare come seconda casa
  • chi ha intenzione di mettere in vendita il proprio immobile

 

Il certificatore è obbligato per legge a rilasciare l’Ace (Attestato di certificazione energetica), un documento nel quale, a seguito di specifiche analisi sul consumo energetico dell’edificio, si attesta la classe energetica dei consumi dell’immobile in modo convenzionale, cioè attraverso la scala alfabetica (laddove la A è la classe energetica migliore). Nell’attestato di certificazione energetica è calcolato l’Ipe (Indice di prestazione energetica), una misurazione che esprime l’energia totale consumata dall’edificio climatizzato per metro quadro di superficie ogni anno.

Se la normativa vigente prevede l’autonomia regionale sull’obbligo di rilascio dell’Ace nei contratti di locazione, diverso è il caso di immobili appena costruiti: l’Ace è per legge sempre obbligatoria nel caso di palazzine di nuova costruzione o di ristrutturazione integrale di un edificio, eccezion fatta per i fabbricati industriali, agricoli e non residenziali. Dal momento che chi vende o acquista casa dovrà obbligatoriamente contattare un tecnico qualificato per il rilascio dell’attestato Ace, tale normativa ha conferito ai consumatori un ottimo strumento per valutare e confrontare gli immobili prima di acquistarli.

Quanto costa farsi rilasciare l’attestato Ace? Trattandosi di una consulenza specialistica, la spesa varia a seconda della quantità di elementi da ispezionare, ma anche in base alla metratura da sottoporre a controlli e alla qualità dell’edificio su cui si interviene. Il prezzo varia inoltre anche in base alla tipologia di immobile da analizzare (un intero complesso abitativo oppure un singolo apprtamento). Ad ogni modo, facendo una media, il prezzo si aggira tra i 250-300 euro per un appartamento e i 500 euro per una villa o villetta. E’ importante prestare molta attenzione ai preventivi che si discostano notevolmente da queste fasce di prezzo, non solo perché la spesa da affrontare è frutto di una remunerazione del tempo e delle competenze messe a disposizione da un professionista del settore, ma anche perché l’investimento iniziale può essere efficacemente recuperato e ampiamente ripagato dall’efficienza energetica garantita da un’abitazione che rispetta i parametri dell’Ac

Rata e Kakebo

Noi Italiani siamo così, un po’ tradizionalisti, un po’ fifoni. Vorremmo la casa di proprietà ma siamo terrorizzati dalle lunghe scadenze, dagli impegni a lungo termine come i mutui.

Si profila in questo caso uno scenario tipico in cui la voglia di acquistare un appartamento è direttamente proporzionale alla paura che abbiamo di legarci a lungo termine con una scadenza fissa.

Un po’ come la voglia di metterci a dieta per la prova costume è direttamente proporzionale alla voglia che abbiamo di pasta al forno la domenica a pranzo.

Ma il mutuo, come la pasta al forno, se mangiata moderatamente può dare grandi soddisfazioni.

Come fare? I Giapponesi usano una cosa chiamata kakebo.

Si tratta di un diario nel quale appuntano tutte le spese correnti e fisse, surplus ed extra.

Passato lo stato di shock che vi pervaderà una volta visto quanti soldi spendete senza rendervi conto, avrete una visione più chiara del risparmio che potrete destinare alla rata del vostro mutuo.

Valutate tutte le vostre spese,  dall’attuale stipendio riuscite a risparmiare qualcosa?

Se siete in affitto le spese dell’affitto potrete aggiungerle al  risparmio sopra considerato .

Potete valutare se ci sono spese superflue che sicuramente potete aggiungere al risparmio.

Fatti tutti i calcoli dovete valutare che circa il 30% del vostro reddito sarà destinato all’acquisto del vostro sogno. Che sia una casa al mare o una baita in montagna.

Il rapporto tra rata e reddito non dovrà superare questa soglia, in quanto le banche sono molto rigide in fatto di sostenibilità rata-reddito.

Facciamo un piccolo esempio: se Mario rossi ha uno stipendio di circa 1200€, potrà sostenere una rata massimo intorno ai 400€.

Nei prossimi articoli vi aiuteremo a scegliere tra le varie tipologie di mutui disponibili e sui cavilli fiscali legati all’acquisto di un immobile.